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Test Pisa, Anief: scarsi risultati da attribuire ai Ministri e non ai docenti

di redazione

comunicato Anief – Di chi è colpa se gli studenti non raggiungono risultati egregi, spesso nemmeno sufficienti, nelle materie scientifiche, a partire dalla matematica? Dei docenti, naturalmente. Perché non sarebbero specializzati nella materia d’insegnamento. A dirlo è stato l’ex Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, con un concetto a dir poco discutibile: “i risultati così negativi dei test Pisa – ha detto – sono tali perché il 60% dei docenti delle medie non sono docenti di matematica. Abbiamo un turn-over di circa 8.000 insegnanti l’anno a fronte di 100.000 domande e questo non è un modo corretto di fare, indipendentemente dalla politica sindacale. I problemi di welfare si risolvono in altro modo”.

Immediata è la replica del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, per il quale è reale la carenza di docenti di matematica alle medie che necessitano di docenti abilitati, ma altrettanto lo è la presenza di migliaia di abilitati nelle GaE, per i quali si continua a fare di tutto per non assorbirli: “se i test internazionali Pisa risultano negativi – dice il leader sindacale – le responsabilità vanno ascritte principalmente ai ministri dell’istruzione che si sono succeduti negli ultimi anni, incapaci di assorbire nei ruoli quegli insegnanti abili all’insegnamento ma lasciati ai margini per mere, quanto risibili, motivazioni di finanza. Di certo, non è colpa degli insegnanti che stanno nelle cattedre sbagliate: se si trovano lì, è perché si sono andati a formare dei buchi, delle voragini, in organico che l’amministrazione centrale prima non ha preventivato e poi nemmeno saputo fronteggiare”.

“Per l’ex ministro, peraltro, un laureato in matematica dopo il 2001 non avrebbe potuto neanche partecipare ai concorsi, se non fosse stato per i ricorsi vinti da Anief in tribunale. Stupisce anche – continua il presidente del sindacato autonomo – che ancora non sappia che vi sono ottantamila posti vacanti e disponibili, ma da sempre appannaggio dell’organico di fatto, anziché in quello di diritto, loro sede naturale. E sempre per questioni di risparmio della finanza pubblica: addossare le colpe ai docenti – conclude Pacifico – è davvero troppo”.

Anche sulle lodi espresse dall’ex titolare del Ministero dell’Istruzione sulla nuova formazione – “grosso passo avanti l’introduzione di due anni di tirocinio per diventare insegnanti” – Anief sostiene che si tratta di un’affermazione altrettanto discutibile: perché una cattedra su otto continua ad essere assegnate dalle GaE e l’inserimento nelle Grame non assicura l’assunzione in ruolo. Pertanto, la XVIII legislatura che s’insedierà dopo il voto odierno dovrà mettere mano di nuovo alla materia con l’unica soluzione immediata possibile e logica: la riapertura delle GaE, come previsto vent’anni fa. Un motivo per votare Anief nelle elezioni Rsu in programma da martedì a giovedì prossimo e aderire allo sciopero Anief del 2 e 3 maggio prossimi.

15 aprile 2018

Ufficio Stampa Anief

60% docenti medie non sono laureati in matematica, Profumo: ecco perché test Pisa negativi

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