item-thumbnail

Anief: prima allineare stipendi all’inflazione, poi si potrà parlare di docenti principianti, ordinari ed esperti

di redazione

Anief – Come ha riportato Orizzonte Scuola, è “online il Piano nazionale di formazione docenti 2016-2019 che ha come scopo delineare alcune condizioni attuative della legge di riforma ‘Buona Scuola’”.

Per far ciò “sono stati costituiti tre gruppi di lavoro che si sono occupati di formazione, ma anche di fare il punto ed elaborare una serie di proposte su: indicatori di qualità, standard professionali, curriculum e portfolio professionale del docente. I lavori hanno riguardato anche l’elaborazione di proposte che puntano alla valorizzazione della professionalità dei docenti”.

Tra le proposte ce n’è una che riguarda la possibile carriera dei docenti: “creare una ‘articolazione verticale’ della carriera dei docenti che parta da un docente ‘principiante’, fino ad arrivare a ‘docente ordinario’, docente ‘esperto o 1master teacher’. Per quanto concerne l’orario, “la proposta è di considerare le ore di lavoro dei docenti ‘all inclusive’ in cui vengano incluse le ore di insegnamento diretto, le attività di tutoraggio, accompagnamento, recupero, momenti di studio, progettazione e formazione” e “le ore complessive si aggirerebbero sulle 30 settimanali”. Poi, “per attuare questi obiettivi, la proposta comprende anche la possibilità di istituire un doppio profilo contrattuale: con orario potenziato, con orario-base, con orario part-time, possibilità di optare rispetto ai contingenti previsti per ogni istituzione scolastica. Il regime ad orario potenziato sarebbe obbligatorio per tutti i docenti neo-assunti”. Altra idea, “l’istituzione di figure intermedie di sistema o di staff: coordinatori di consigli di classe, coordinatori di dipartimenti disciplinari, responsabili di unità scolastiche decentrate, responsabili di progetto”. Inoltre, “la proposta, ovviamente, include una differenziazione di retribuzione stipendiale tra le diverse figure, che è delegata alla contrattazione con i sindacati rappresentativi”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “prima di pensare a questo, bisogna garantire l’allineamento degli stipendi all’inflazione come salario minimo, rispettare le direttive europee sui contratti a termine e sull’organizzazione dell’orario di lavoro, garantire la parità di trattamento e istituire il profilo della vice-dirigenza nel prossimo contratto 2019-21. Su questi punti ci prendiamo un preciso impegno nell’ultimo giorno utile per il voto per il rinnovo delle elezioni RSU 2018”.

“Di una carriera che distingua gli insegnanti in docenti principianti, ordinari ed esperti – continua il sindacalista autonomo – già se ne parlava nei decreti attuativi della legge n. 53/2003, prima ancora che la legge n. 122/2010 bloccasse gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. Pertanto, prima di affrontare nel prossimo contratto un tema così delicato è necessario assolutamente concentrarsi su problemi urgentissimi, come quello di allineare gli stipendi all’inflazione. L’ultimo contratto 2016/18 firmato dai sindacati confederali prevede aumenti nel 2018 3 volte sotto l’indice IPCA e arretrati 13 volte inferiori allo stesso indice registrato per il 2016-2017”.

“Inoltre, non appare ricevibile, di certo, il suggerimento di ampliare a 30 ore il monte orario complessivo di lavoro settimanale obbligatorio, in quanto sarebbe totalmente lontano dall’orario standard europeo dove è vero che si lavora in media 2 ore in più a settimana a fronte, però gli stipendi sono superiori quasi del doppio. Nè è auspicabile pensare di sviluppare un profilo contrattuale rispetto ad orario potenziato, orario base e orario part time che discrimini i lavoratori in base all’anno di assunzione o, ancora, renda obbligatorio quel monte ore settimanale aggiuntivo (6 ore) attualmente facoltativo”, afferma ancora Pacifico.

“Infine, potrebbero essere istituzionalizzate quelle figure intermedie quali coordinatori di consigli di classe, coordinatori di dipartimenti disciplinari, responsabili di unità scolastiche decentrate, responsabili di progetto ma a condizione di reperire nelle leggi di stabilità risorse aggiuntive certe rispetto a quelle a disposizione del fondo d’istituto. Ma come si concilia questo con l’attuale contratto 2016-18 firmato dai sindacati confederali che, di contro, ha addirittura negato quanto da sempre riconosciuto negli ultimi 20anni ai vicari, cioè l’indennità al 50% della reggenza affidata ai dirigenti scolastici? Altro che istituzione della vice dirigenza!” conclude il presidente Anief.

Si ricorda che oggi è l’ultimo giorno per votare il giovane sindacato Anief e ricambiargli la fiducia, visto che da sempre è al fianco dei lavoratori della scuola, in prima linea nella difesa dei loro diritti. Votiamo Anief #Perunascuolagiusta
Costruire un futuro luminoso per la nostra scuola si può.

Condividi:

Argomenti: