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Anief: bene rinvio divieto accesso scuola bimbi non vaccinati, adesso tocca alle multe

di redazione

Comunicato Anief – L’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia viene a cadere prima ancora di entrare in vigore dal prossimo mese di settembre: non ci ha infatti pensato due volte la Commissione Affari Costituzionali ad approvare due emendamenti identici a firma dei sen. Paola Taverna (M5S) e Silvia Fregolent (Lega) che posticipano di un anno l’entrata in vigore del punto di forza della legge Lorenzin sui vaccini, ovvero l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie come requisito per l’ammissione alle scuole dell’infanzia.

A questo punto, scrive anche la stampa specializzata, se gli emendamenti saranno approvati in via definitiva da entrambe le Aule del Parlamento l’obbligo vaccinale sarà di fatto vanificato in attesa dell’annunciata revisione complessiva della legge Lorenzin istituita tra mille polemiche nel corso dell’estate passata.

Gli emendamenti fanno seguito ad una posizione già chiara dell’attuale governo sulla materia: una circolare congiunta, firmata ad inizio luglio dalla Ministra della Salute Giulia Grillo e dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, aveva infatti già stabilito che per l’iscrizione al prossimo anno scolastico sarebbe bastata l’autocertificazione, facendo così decadere la scadenza 10 luglio scorso che imponeva alle famiglie degli alunni di presentarsi documenti comprovabili l’avvenuta somministrazione dei dieci vaccini dichiarati indispensabili.

Secondo Anief, su questo aspetto il governo sta procedendo nella giusta direzione: il provvedimento di chiusura, che negava l’accesso ai bambini non vaccinati, imposto dall’ultimo esecutivo Pd, non ha mai avuto valenza costituzionale, visto che per tutelare la salute si intendeva negare il diritto allo studio. Senza dimenticare che si è attuato un sistema del tutto inefficace per assicurare le vaccinazioni a tutti i bambini, poiché il sistema scolastico integrato – con iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia – riguarda solo una parte dei minori di quella fascia d’età. Pertanto, per ottenere lo stesso risultato, qualora sostenuto da comprovati studi scientifici sull’indispensabilità di determinate vaccinazioni sui bambini, sarebbe stato molto più saggio percorrere altre strade, lasciando fuori la scuola.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, non nasconde la sua soddisfazione per come si sta sviluppando la nuova normativa sulla questione vaccini: “Finalmente è stata presa una scelta giusta, perché va a rivedere un provvedimento calato dall’alto senza ascoltare le parti sociali e le associazioni dei genitori. A questo punto, è bene che il ministero della Salute, una volta che gli emendamenti vengano approvati in via definitiva, provveda ad inviare ai dirigenti coinvolti anche il rinvio delle sanzioni che sarebbero scattate nei confronti dei genitori inadempienti, ad iniziare dalle multe fino alla sottrazione della patria potestà”.

Pacifico ricorda anche che “il sindacato Anief è stato l’unico nella scuola ad opporsi al decreto Lorenzin sull’obbligo dei dieci vaccini sin dal primo giorno, arrivando anche ad impugnarlo in tribunale, sia perché lesivo del diritto all’istruzione, da parte di tutti i bambini, nessuno escluso, sia perché lo Stato ha sforato le proprie competenze. Inoltre, la sua attuazione, a livello regionale, ha avuto applicazioni diversificate, anche in base al coloro delle giunte e delle posizioni politiche degli assessori e dei governatori, aggiungendo un problema ulteriore”.

Anief ricorda che l’adozione del decreto Lorenzin ha colto di sorpresa anche le singole scuole: per rispettare la scadenza per la presentazione dei certificati di avvenuta effettuazione dei dieci vaccini obbligatori, imposta con la circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio, laddove non si era adempiuto all’obbligo, in alcuni istituti è stato inibito l’’accesso agli asili nido e alle scuola dell’infanzia, fino a quando il minore non avrebbe regolarizzato la propria posizione vaccinale. In altri casi, invece le scuole sono state meno indulgenti. Una diversità di trattamento che la dice lunga sulla valenza del decreto Lorenzin.

3 agosto 2018

Ufficio Stampa Anief

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