Anche i docenti educatori hanno partecipato alla sciopero contro la Buona Scuola: ecco le loro richieste

di redazione

Andeisp (associazione nazionale docenti educatori istruzione statale pubblica) – Anche il personale educativo, escluso ingiustamente dal piano assuzionale della Buona Scuola, nonostante trattasi di docenti a tutti gli effetti, ha partecipato allo sciopero contro la legge 107/2015 che si è tenuto a Roma.

Andeisp (associazione nazionale docenti educatori istruzione statale pubblica) – Anche il personale educativo, escluso ingiustamente dal piano assuzionale della Buona Scuola, nonostante trattasi di docenti a tutti gli effetti, ha partecipato allo sciopero contro la legge 107/2015 che si è tenuto a Roma.

I docenti educatori rivendicano quei diritti che finora sono stati loro negati, prima tra tutti la stabilizzazioni del personale precario e immediate immissioni in ruolo, fin dalle prossime procedure su tutti i posti vacanti e disponibili per tutti gli educatori precari delle GAE e delle GI, con mantenimento ed esaurimento delle GAE per i “residui”; e piano assunzionale pluriennale anche oltre i posti vacanti, così come è stato permesso al personale docente con le Fasi B e C.

La legge 107/2015 non ha tenuto conto infatti dei precari PPPP insertiti in Gae, e nonostante fin dall’inizio la Buona scuola parlasse di assunzione di docenti e educatori, quest’ultimi sono dimenticati strada facendo.

Il Personale educativo richede il riconoscimento e sblocco degli organici, con organici stabili e adeguati ai servizi da effettuare, ovvero il recupero degli organici del personale educativo con ripristino dei parametri precedenti il DPR 81/2009.

Altra richiesta legittima riguarda un orario di servizio unico per quantità in tutto il territorio nazionale ed adeguato alla categoria a cui gli educatori sono assimilati (i docenti di scuola primaria), e il riconoscimento effettivo dell’equiparazione degli educatori a docenti della primaria con conseguente facilitazione della mobilità per il passaggio su primaria ai soli abilitati.

Visto che i posti per personale educativo diventano di anno in anno sempre meno, gli educatori esigono trasparenza a ogni livello e restituzione dei posti di ruolo spariti. Inoltre gli educatori dicono basta alla discriminazine sessista nel servizio educativo e nelle assunzioni, un decreto attuativo della legge 333/01 che specifichi di più il portato innovativo della graduatoria unica e sbarri definitivamente la strada ai salti all'indietro da parte dei dirigenti scolastici, rappresentati da applicazioni discriminatorie e sessiste delle normative. Inoltre sulle istituzioni educative i docenti educatori chiedono:

1) la cancellazione del programma di privatizzazione surrettizia dei convitti, rappresentata dall'internazionalizzazione, che introdurrebbe la pericolosa sperimentazione di strumenti di definizione dei rapporti di lavoro, in chiave strettamente aziendalizzata.

2) L'avvio di un vasto programma pubblico di investimenti e di pianificazione del sistema educativo e d'istruzione pubblica, in cui i convitti avrebbero una loro funzione specifica, ma non peculiare.

Vista l’equiparazione giuridica ai docenti di scuola primaria, secondo il Dpr n. 121/1974, i docenti educatori chiedono l ’estendibilità del ruolo educativo e delle relative GAE e GI alla generalità della scuola italiana e l’allargamento di tale figura all’intero comparto educativo e scolastico.

Inoltre il pesonale educativo rivendica la conferma del meccanismo degli scatti come unico sistema di progressione di carriera nella scuola e dice No ad appalti di attività educative.
 

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