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Alternanza scuola lavoro, USB: non è questione di sicurezza, bisogna dire basta

di redazione

USB P.I. Scuola Mercoledì 13 giugno, uno studente diciassettenne dell’Istituto Fedi-Fermi di Pistoia è rimasto vittima di un terribile incidente. Mentre lavorava in un’officina meccanica di Montemurlo, provincia di Prato, il macchinario che stava utilizzando gli ha amputato una falange della mano.

Noi non ci accodiamo agli ipocriti appelli che stiamo leggendo in queste ore. Non condividiamo le parole del segretario provinciale della Fiom-CGIL di Prato che chiede maggiore sicurezza nei progetti di alternanza, che le regole vadano rispettate garantendo sempre la presenza di un tutor aziendale che segua gli studenti, soprattutto in ambienti di lavoro potenzialmente pericolosi.

Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo anche in questa occasione: nei confronti degli studenti si sta realizzando la stessa forma di repressione e controllo che subiscono i lavoratori di tutti i settori. L’alternanza scuola-lavoro è il perno centrale di un più ampio progetto. Da decenni l’UE sta lavorando per modificare in modo radicale e irreversibile i sistemi di istruzione e formazione dei Paesi membri, con lo scopo, ormai nemmeno più tanto nascosto, di diffondere in modo capillare la cultura di impresa e di mercato e di formare giovani generazioni disponibili al lavoro sottopagato, molto spesso gratuito, ma anche a spostarsi molto lontano dal paese d’origine per “inseguire” il lavoro.

Gli studenti e le studentesse sono chiamati a mutare per così dire antropologicamente, adattandosi al mercato.

Dall’autonomia scolastica (leggi Bassanini) in poi, passando per le riforme Berlinguer, Moratti, Gelmini e infine con la L. 107/15, il lavoro di trasformazione del sistema di istruzione italiano è continuato in questa direzione e ha recepito le direttive europee.

Dietro il linguaggio mistificatorio del saper fare, della scuola delle competenze e dell’educazione al lavoro si nasconde il progetto impietoso di un sistema economico alla ricerca di manodopera gratuita per le imprese. L’Alternanza è una delle misure con cui di fatto la crisi economica sistemica viene affrontata attraverso l’abbassamento complessivo del costo del lavoro e quindi l’aumento dell’estrazione di plusvalore assoluto.

A nostro avviso la differenza tra una buona e una cattiva alternanza è inaccettabile e controproducente. Da sempre la posizione di USB P.I. Scuola è stata di netta opposizione al progetto messo in atto dal governo Renzi attraverso la legge 107. Continueremo pertanto a opporci con forza e determinazione a tutto l’impianto ideologico che si è instaurato nel sistema scolastico nazionale, che trova nell’alternanza la messa a sistema del pervertimento della funzione educativa della pubblica istruzione. Lasciamo ad altri la via di un riformismo velleitario e pericoloso che passa sui corpi e sulle menti delle giovani generazioni.

Non è il primo grave incidente che si verifica durante lo svolgimento delle attività  obbligatorie di alternanza scuola-lavoro, attività che si traducono troppo spesso in lavoro non tutelato, sfruttato e che, non cesseremo mai di ribadirlo, minacciano la formazione umana, sociale e culturale dei nostri studenti.

Uno studente perde una falange durante l’alternanza scuola-lavoro

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