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Al Sud il sistema-scuola regge solo grazie ai docenti. Lettera

Inviato da Mauro Ermelinda – Caro Ministro Bussetti, dovrebbe comprendere lo sfogo dei docenti del sud nei suoi confronti, come si “potrebbe” capire il suo modo di vedere “i docenti del sud” rispetto “al loro impegno”.

Premetto che sono una docente del sud e insegno da anni nella provincia di Varese. Come tanti, mi sono trasferita per poter insegnare. Costretta a lasciare tutto e tutti, da sola e in una realtà completamente diversa. E questo direi che sia un GRANDE SACRIFICIO, con tutto ciò che comporta (e che lei non immagina); abituarsi a guidare su strade gelate, con la neve, alzarsi presto per essere puntuale, vivere in un sociale che è anni luce lontano dal nostro, a volte penso agli abbracci, al calore umano che mi manca, ai miei cari…Ma il lavoro e il dovere ti costringe a resistere…Per non parlare degli orari estenuanti a scuola e a casa. Colleghi che, per gli svariati impegni pomeridiani, non possono tornare a casa perché farebbero dai 20 ai 70 km per andare e tornare, trascurando le proprie famiglie. E TUTTO QUESTO SUCCEDE ANCHE AL SUD!!!

Se posso permettermi, la inviterei, a rettificare ciò che ha pubblicamente detto, perchè NON SI TRATTA DI MANCANZA DI IMPEGNO DA PARTE LORO… Ho insegnato lì, prima di andare al nord, in una realtà, come già detto, ben diversa da qui e, a quanto pare (come puntualmente continuo a sentire), non sono affatto i docenti che non si impegnano, ma è il sistema che non funziona! Come potrebbero, se le condizioni non consentono loro di fare ciò che dovrebbe essere il bene dei ragazzi.

Vogliamo partire dalle connessioni inesistenti, costretti (sebbene ci siano anche qui realtà del genere), a compilare il registro elettronico a casa con la propria wifi: primo sacrificio, in quanto comporta un doppio lavoro; come potrebbero far sviluppare le competenze digitali considerate, con ulteriore nota ministeriale, importanti ai giorni d’oggi e una delle Competenze che il Parlamento europeo richiede, se tantissime scuole non hanno nè connessione, nè aule informatiche adeguate…? Come potrebbero senza risorse economiche avere sportelli di psicologi, logopedisti, esperti esterni contro il cyberbullismo, dipendenze (piaghe oggi attuali della società); come potrebbe il sud avere docenti che esprimano il loro ulteriore impegno extracurricolare se non ci sono finanziamenti per pagarli? E l’elenco sarebbe infinito…Credo che sia doveroso e rispettoso, da parte sua, prima di puntare il dito contro di loro, riconsiderare il fatto che sia il sistema istituzionale scolastico (naturalmente, parte dal governo), a non impegnarsi nei confronti del sud…O vogliamo parlare delle scuole in cui si lavora al freddo nelle aule…

Ecco, caro ministro, sicuramente lei si starà impegnando e, personalmente, non lo metto in dubbio e rispetto il suo operato, ma purtroppo, la inviterei a riconsiderare la sua opinione troppo istintiva (secondo me), che ha avuto nei confronti dei docenti del SUD…Possiamo parlarne tra qualche anno (e dico anno, per non dire “secoli”), quando le realtà scolastiche saranno tutte efficienti ed adeguate da consentire a tutti (che già dimostrano abbastanza), di impegnarsi come VORREBBERO. Allora sì che si potrebbe parlare di “MANCATO IMPEGNO”. Ad oggi, lo stesso, mi pare che sia da parte del governo che non ha reso attuabile l’impegno da parte dei docenti in tante realtà scolastiche del sud… Poi, siamo a conoscenza che in ogni realtà lavorativa ci sia chi fa di più, chi di meno, chi niente…Dal GOVERNO ALL’OPERAIO…MA NON PER QUESTO SI DEVE FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO!

Siamo una categoria che non conosce il “lavoro in nero” ormai non se ne ha il tempo…Siamo coloro i quali lavorano anche 12 ore senza sapere cosa significhi “lo straordinario pagato”, svolgiamo lavoro a casa e a scuola che supera le 40+40 h annuali messe in un “calderone” DOVUTO (tra colloqui, ore di ricevimento, riunioni con esperti, consigli verifiche da preparare e correggere, collegi, scrutini…), abbiamo stipendi al di sotto della media europea, i lavori di responsabili sono SOTTOPAGATI (in media dalle 30 alle 80 ore in un anno, quando solo in tre mesi si arriva già a 200), e alcuni, non godono neanche degli esoneri…Gli ultimi eventi evidenziano anche quanti docenti siano costretti a subire insulti(o peggio), da parte dei genitori e alunni. Secondo lei tutto questo da dove scaturisce??? SI DESIDERA CHE GLI ALUNNI SIANO COMPETENTI IN TERMINI DI AUTONOMIA E RESPONSABILITÀ…? Allora, caro ministro, faccia in modo che questa RESPONSABILITÀ parta DALL’ALTO, ALLORA SÌ CHE AUTONOMAMENTE POSSIAMO DARE MAGGIORE IMPEGNO.

Si impegni a realizzare le condizioni favorevoli per tutti i docenti, dai finanziamenti per la formazione, dagli stipendi adeguati, dalle risorse interne, fino ad interventi di manutenzione negli edifici scolastici che rischiano di farci assistere a danni peggiori o addirittura a tragedie. Con questo la saluto e spero che il mio tempo dedicatole (anche se è domenica e avrei potuto riposare), non sia stato vano. Le auguro buon lavoro e spero che anche lei, magari oggi che è domenica, possa riflettere sul REALE E CONCRETO DA FARSI. E ci ringrazi ogni giorno per ciò che con il cuore (e non per soldi), riusciamo a fare per i cittadini del domani…
Ringrazi di avere al suo servizio tanti “MISSIONARI”! BUONA DOMENICA!

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