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Al Prof. Antonazzo (Gilda): non escluda dalla proposta a Conte i docenti con servizio su sostegno. Lettera

Inviata da Michele Cafagna – Gentile prof. Antonazzo, ho appena appresso della sua proposta formulata al presidente Conte di, cito sue testuali parole:

“avviare tutti coloro che hanno i requisiti per accedere al concorso straordinario ad un percorso di formazione qualificata alla fine del quale sottoporli ad una verifica orale seria e approfondita che tenga conto, oltre che del percorso di formazione, anche delle competenze disciplinari, del servizio e dei titoli dei candidati.”

In primo luogo, le faccio i complimenti per come ha saputo, in modo esaustivo, elencare le ragioni che smontano le teorie della signora Azzolina e sostengono, invece, la sana idea di un percorso di studi REALMENTE FORMATIVO E ABILITANTE per chi, da anni, ormai, e nonostante le difficoltà enormi emerse nei giorni di emergenza sanitaria, ha dimostrato concretamente sul campo di essere in grado di contribuire alla crescita dei giovani.

Nel contempo, però, mi permetta di esprimerle il senso di profonda delusione e amarezza che mi pervade in seguito alla triste constatazione di una importante dimenticanza nelle sue parole al premier. Una grave mancanza per chi “mastica pane e precariato sin dal 1995 ai tempi in cui era uno dei tanti precari della scuola che premeva sui sindacati e sui politici di allora per poter veder stabilizzare il suo rapporto di lavoro.”

Ha dimenticato di farsi portavoce di quei precari, come il sottoscritto, che hanno ricevuto l’enorme ingiustizia dell’esclusione dal concorso straordinario, nonostante i numerosi anni di servizio prestati
nell’ambito più umile e più umano dell’insegnamento: i docenti con servizio svolto solo su sostegno, senza specializzazione. Tale categoria di insegnanti, infatti, in base a quanto stabilito dai bandi pubblicati in Gazzetta, non possiede i requisiti di accesso al concorso straordinario. NON CI ESCLUDA ANCHE DALLA SUA PROPOSTA!

Vede prof. Antonazzo, il sottoscritto, per questioni ideologiche maturate anche sulla base di dolorose esperienze di vita personale interpreta l’insegnamento come la grande opportunità offerta dalla vita per prestare aiuto a chi più ne ha bisogno: i ragazzi “speciali”. Questo pensiero, ogni anno, a settembre, quando si vive terribilmente in ansia, perché si aspettano le chiamate dalle segreterie scolastiche, mi ha portato a preferire, sempre, alle convocazioni sulla materia, le supplenze sul sostegno.

La mia osservazione non vuole, in alcun modo, essere polemica, ma soltanto esprimere la necessità di comunicare la profonda sofferenza per ingiustizia ricevuta. Le mie parole, dunque, rappresentano
un accorato appello a chi, come lei, ha più voce in capitolo, affinché non dimentichi di difendere anche la nostra causa nelle dovute sedi.
Augurandomi che il mio appello possa essere accolto, le auguro buon lavoro.

Proposta Gilda a Conte: formazione con prova finale orale, in cui contano anche titoli e servizi. I primi 32.000 assunti, gli altri hanno abilitazione

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