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Abbiate rispetto per gli insegnanti

di Avv. Marco Barone

Ogni volta, per ogni occasione, non si aspetta altro che puntare il dito contro i nostri insegnanti. Oramai percepiti come una casta. Quello del docente è uno dei lavori più difficili del mondo, con enormi e profonde responsabilità.

Per decenni e decenni sono stati spediti in classe senza alcun tipo minimo di formazione preventiva. Hanno appreso le difficoltà del mestiere, lavorando, sul campo e gli scatti di anzianità erano stati concepiti anche come una sorta di riconoscimento economico proprio in tal senso.

La società è mutata, le regole che connotano il mondo della scuola sono mutate, ed in peggio. Un sistema sempre più rigido, fittiziamente selettivo, e dove più di qualcuno ci ha mangiato e speculato. L’ultima accusa contro la categoria dei docenti è che se in Italia si legge poco la colpa è , ovviamente, del mondo insegnante.  Premesso che i dati vanno presi sempre con le pinze. Non basta la quantità, ma anche la qualità, dipende da cosa si legge ed anche da come si legge.

Ma è assolutamente scorretto se non una gran cavolata dire che se in Italia si legge poco è colpa dei docenti della scuola. Esistono una marea di progetti, di attività, di collaborazioni con le biblioteche.

Anzi, il problema vero è che lo Stato non investe più nel sistema bibliotecario e non investe più nelle biblioteche nelle scuole. Per non parlare poi di quello che accade nel mondo dell’Università, dove lì andrebbero sì effettuate mille riflessioni, dove lì si che si potrebbe parlare di casta, di “baroni” e di studenti spesso abbandonati a se stessi o con gli assistenti sfruttati che svolgono il lavoro dei professori, intoccabili.

Come si può vedere è facile puntare il dito contro una categoria, generalizzando, disprezzando. Le cose vanno affrontate dalla giusta prospettiva e la giusta prospettiva vuole che se in Italia si legge poco la colpa non è dei professori, già chiamati a mille peripezie, in un contesto ove esiste una chiara e profonda questione della condizione femminile, in materia lavoristica, e mai, e ripeto mai affrontata da questo punto di vista.

Il problema è al vertice, il problema è l’assenza di ogni indirizzo reale, che non sia solo un banale slogan, che viene meno dalla politica, dal governo. Il problema è che chi decide per la scuola è incompetente, perchè non conosce il mondo della scuola, il problema è che è facile prendersela con chi dovrebbe solo essere ringraziato, per il lavoro più difficile ma anche più bello del mondo che svolge ogni giorno, ricevendo, invece, solo insulti e denigrazioni.

Galimberti “In Italia non leggiamo perché la scuola non funziona e gli insegnanti non sono adeguati”

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