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A Gorizia no alla classe ghetto: non più del 45% degli stranieri in classe

di redazione

Il Comune di Gorizia e due istituti comprensivi cittadini hanno sottoscritto una convenzione, secondo la quale viene fissato un tetto massimo per la presenza di stranieri in classe, il 45%.

L’obiettivo è quello di contrastare le classi ghetto, ma, scrive l’Ansa, la FLC CGIL ha presentato “un esposto in procura, al Garante dei Minori, all’ufficio per la tutela dei minori a livello nazionale”, perché “lo Stato ha l’obbligo di fornire l’istruzione a tutti, indistintamente. Non c’è un vincolo e non può crearlo il sindaco”.

“Bisogna evitare le classi ghetto di soli stranieri – ha affermato il segretario della Uil Scuola Fvg, anche contrario alla decisione – ma la scuola italiana sa come fare integrazione. Non servono leggi e propaganda. Le quote non sono di per sé negative, purché non siano prescrittive ma propositive e lascino all’autonomia della comunità scolastica le scelte veramente utili all’integrazione”.

Il sindaco ha messo a disposizione un servizio di scuolabus per trasportare a scuola i bambini nei comuni limitrofi.

 

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