150 mila assunti, più facilmente licenziabili: promessa mantenuta. Giro vite su malattie. Abbiamo l’emendamento, per tutta PA

di Paolo Damanti

Promessa mantenuta quella di Renzi che sulla licenziabilità dei dipendenti pubblici aveva anticipato un intervento legislativo ad hoc, staccato dal Job Act.

Promessa mantenuta quella di Renzi che sulla licenziabilità dei dipendenti pubblici aveva anticipato un intervento legislativo ad hoc, staccato dal Job Act.

Il terreno per affrontare l'argomento è il "DDL delega Pa" attualmente in esame in commissione Affari costituzionali al Senato e per il quale sono già stati presentati gli emendamenti.

Le votazioni degli emendamenti inizieranno a febbraio e riguarderanno anche alcune importanti novità per quanto riguarda tutta la pubblica amministrazione, scuola inclusa.

In particolare, l'emendamento all'articolo 13 (che vi riportiamo in calce) e che chiede l'introduzione di "norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti finalizzate ad accelerare e rendere concreto l'esercizio dell'azione disciplinare".

La tendenza è di semplificare le procedure di licenziamento, senza, però, l'introduzione delle tutele crescenti. Per i dipendenti pubblici, infatti, sarà mantenuta (salvo sorprese) la piena reintegrazione nel caso di licenziamento senza giusta causa.

Inoltre, a conferma di quanto anticipato dalla nostra redazione, saranno trasferite all'INPS le "funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l'effettività del controllo".

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Infine, viene introdotta una semplificazione in materia di valutazione dei dipendenti relativamente al merito e alla premialità, quindi al licenziamento. Norma che non riguarda (anche qui, salvo sorprese) la scuola. Per la scuola si attendono, come già ampiamente anticipato, i Decreti di febbraio nei quali saranno affrontate anche le questioni del merito e degli scatti stipendiali. Vedremo allora se si introdurrà il principio della licenziabilità per scarso rendimento. Principio che non fa parte dei piani del Governo, almeno secondo quanto ci raccontano le linee guida "La Buona scuola".

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