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1° maggio Festa del Lavoro, Rapisarda: “Alternanza scuola lavoro opportunità per giovani disabili”

di redazione

In occasione della Festa dell’1 maggio, il Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda fa il punto sull’attuale difficile situazione occupazionale delle persone con disabilità italiane.

Dichiara Gianluca Rapisarda: “Il lavoro è “luce che ritorna” ed è l’unica via da percorrere per una vera emancipazione civile e per un’effettiva indipendenza delle persone con disabilità.

Ma oggi in Italia, solo 2 disabili su 10 riescono a trovare una occupazione. Si tratta di una cifra assai bassa, specie se comparata con quella – tutt’altro che lusinghiera – della media Ocse, che si attesta attorno al doppio: il 40%.

L’82% dei disabili è escluso dal mondo del lavoro e, dunque, dal nostro assetto sociale. Pertanto, per il nuovo Governo che verrà, aiutarli a trovare un’occupazione nel presente e nel futuro dovrà essere la “madre di tutte le priorità”

“Tuttavia –prosegue il Direttore Gianluca Rapisarda-, non tutto è perduto ed ultimamente registriamo pure qualche novità positiva. Infatti, le profonde trasformazioni dei processi lavorativi derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie, se è vero che hanno reso obsolete professioni che in passato avevano garantito la piena occupazione delle persone con disabilità (quale quella del centralinista per i non vedenti) è altrettanto vero che hanno creato nuove e diverse “situazioni di lavoro”, idonee all’inserimento lavorativo dei disabili, che vanno al di là delle loro “tipiche” professioni del passato.”

Precisa Gianluca Rapisarda: “La chiave di volta potrebbe essere rappresentata dalla nuova prospettiva del “posto giusto per la persona giusta” prevista dalla Legge 68/99 e dal più recente Jobs act (D.Lgs. 151 del 2015). Accade però che, ancora troppo spesso, il mondo del lavoro interpreta oggi l’assunzione di un disabile in termini assistenziali e di “adempimento burocratico” e non, come dovrebbe essere, secondo parametri di vera inclusione sociale, come una risorsa per il benessere organizzativo dell’intera struttura lavorativa.”

Aggiunge il Direttore Gianluca Rapisarda: “Dietro le odierne difficoltà per l’occupazione dei giovani con disabilità, a mio parere, vi è tuttavia anche l’inadeguatezza della scuola secondaria di secondo grado. Essa, infatti, sebbene l’autonomia didattica gliene abbia fornito i supporti normativi, negli ultimi decenni, non ha saputo sviluppare una progettazione didattica riferita a una vera e propria “cultura dell’inclusione” anche delle persone con disabilità, capace di guardare al di là degli stretti confini dell’aula e dell’orticello della scuola e di creare forti e sinergici legami con il territorio, con le sue risorse culturali e con il suo sistema socio economico e produttivo.”

“Sono assolutamente convinto –spiega il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda- che a questo limite possa porre rimedio il nuovo sistema dell’ alternanza scuola-lavoro, reso generalizzato per tutti i Licei e gli Istituti Tecnici e Professionali dall’art 1 comma 33 della Buona Scuola. Infatti, in particolare per gli studenti con disabilità, la pratica dell’alternanza scuola-lavoro potrebbe essere molto importante per l’acquisizione di una migliore autonomia di movimento e personale e per l’arricchimento del loro bagaglio di conoscenze e abilità, permettendo loro di “mettersi in gioco” in un ambiente diverso e meno protetto della scuola, di assimilare le competenze relative al ruolo del lavoratore e di verificarsi e scoprirsi finalmente “capaci”.

“Ma soprattutto conclude Gianluca Rapisarda-, questo inserimento degli alunni disabili in situazione di lavoro potrebbe contribuire finalmente a sviluppare la cultura dell’ “accessibilità” anche digitale degli ambienti e a incrementare la conoscenza e la fiducia del mondo produttivo sulle potenzialità operative delle persone con disabilità.”

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